Gabriele
Brusa
Profitti e biotecnologia
Ritratto esclusivo
E' l'Amministratore delegato di Chiron Spa, una delle poche aziende
biotecnologiche italiane capaci di giocare su scala mondiale un ruolo
significativo con i propri prodotti: vaccini terapeutici.
Laureato in economia e commercio e con una carriera tutta in
ruoli di direzione finanziaria, è un esempio estremamente
interessante di come oltre a ricercatori geniali occorrano capitali
sufficienti per costituire una adeguata massa critica e uomini
provenienti dal mondo della industria "tradizionale" per
permettere a buone idee nate in laboratorio di trasformarsi in
redditizi prodotti sui mercati.
Per lo studioso di case history biotecnologiche il panorama italiano,
al contrario, presenta purtroppo numerosi esempi di aziende guidate
esclusivamente da ricercatori. Uomini magari estremamente brillanti,
capaci di brevettare, fare approvare e portare ad una prima commercializzazione
prodotti anche rivoluzionari, ma le cui limitate competenze "aziendalistiche" e
nella raccolta di adeguati mezzi finanziari impediscono o hanno
impedito di trasformare, in una seconda fase, i loro trovati in
concreti successi commerciali su scala mondiale.
Questo è senza dubbio un tratto tipico della fase pionieristica,
come è ancora in Italia, di un giovane settore industriale.
La storia di Chiron Spa e quella personale di Gabriele Brusa mostrano
tuttavia come possa e debba evolversi la struttura di un'azienda
biotecnologica intenzionata a divenire un industria di successo
capace di solidi profitti.
Chiron Spa, con sede a Siena, è l'unica azienda biotecnologica
impegnata nel settore dei vaccini in Italia, dove è leader
di mercato con un fatturato di oltre 400 miliardi di lire nel 2000.
La ricerca Chiron ha condotto allo sviluppo di più di 35
vaccini pediatrici e per adulti, che la società distribuisce
in oltre 70 paesi anche attraverso organizzazioni internazionali
e locali.
Insieme alla consorella tedesca Chiron Behring, che ha sede a Marburg,
Chiron S.p.A. costituisce il fulcro dell'attività nel settore
dei vaccini della californiana Chiron Corporation, una società quotata
al Nasdaq che rappresenta una delle realtà più all'avanguardia
nel settore delle biotecnologie per la salute.
Chiron S.p.A. è nata nel 1992 con l'acquisto da parte di
Chiron Corporation della divisione Vaccini dell'Istituto Sieroterapico
e Vaccinogeno Toscano Achille Sclavo, una storica realtà senese
fondata nel 1904 dal professor Achille Sclavo e divenuta, ancor
prima dell'acquisizione USA, un azienda di riferimento sul piano
mondiale.
Corre infatti circa un secolo di storia dalla fondazione dell'Istituto
Sclavo alla acquisizione da parte della americana Chiron Corporation.
Un secolo di grandi successi scientifici e commerciali, tali da
interessare una delle più importanti aziende biotecnologiche
USA come Chiron Corporation sino a portarla all'acquisizione della
realtà italiana.
L'Istituto Sieroterapico e Vaccinogeno Toscano "Sclavo".
Nel 1904 il Professor Achille Sclavo, docente di Igiene all'Università di
Siena, fondò l'omonimo Istituto Sieroterapico e Vaccinogeno
Toscano, trasformando con l'aiuto di un gruppo di studenti il piccolo
laboratorio che aveva avviato in casa propria in una struttura
efficiente.
Risale allo stesso anno la scoperta da parte di Sclavo del siero
anticarbonchioso, mentre fu la ristrutturazione avvenuta durante
la Prima Guerra Mondiale a dare all'Istituto il primo impulso per
l'estensione a livello industriale della propria produzione di
sieri e di vaccini, in particolare di quelli contro il tifo e il
colera.
Da allora la crescita e il successo dell'azienda vennero scanditi
dai risultati dell'intensa attività di ricerca interna,
focalizzata sulla medicina preventiva e profondamente connessa
alle esigenze e ai problemi igienico-sociali della popolazione
italiana.
L'Istituto iniziò infatti a produrre le anatossine difterica
e tetanica negli anni '30 e a sollecitare gli organi centrali della
Sanità Pubblica affinché tutti i prodotti biologici
venissero sottoposti al controllo delle autorità sanitarie
nazionali.
All'inizio del 1938 l'industria senese realizzò quindi
il vaccino antivaioloso, entrando così pienamente nel campo
della ricerca sui virus e affermandosi in breve tempo come una
delle maggiori aziende europee nel settore della medicina preventiva.
L'Istituto Sclavo mise successivamente a punto sieri e vaccini
contro le malattie infettive da contagio, arricchì costantemente
le proprie attrezzature con tecnologie sempre più sofisticate
e nell'arco di cinquant'anni divenne un moderno centro di studio,
ricerca e produzione.
In quegli anni l'Istituto di Siena fornì alle autorità sanitarie
nazionali e locali i prodotti profilattici per la vaccinazione
delle grandi collettività. Vennero ad esempio soddisfatte
le richieste delle Forze Armate di avere a disposizione il vaccino
contro il vaiolo e i vaccini contro tetano e tifo.
Tra il 1943 e il 1946 vennero inoltre approntati una serie di servizi
ausiliari per facilitare la distribuzione in tutta Italia di sieri
e vaccini indispensabili alla popolazione colpita dalla guerra.
L'Istituto Sclavo partecipò quindi nel 1950 alla fondazione
dell'UNISERUM, il Centro di Immunologia e lotta contro le malattie
infettive, nato dalla collaborazione con l'Istituto Mèrieux
di Lione, il Llorente di Madrid e il Sieroterapico Svizzero di
Berna. Avviò inoltre una collaborazione con l'Organizzazione
Mondiale della Sanità per la fornitura del vaccino antivaioloso
e anticolerico, destinati a contenere le gravi situazioni epidemiche
dell'Africa centrale e dell'Estremo Oriente.
Oltre ai prodotti biologici o chimico-farmaceutici, alle anatossine,
alle anatubercoline, ai sieri e ai vaccini innovativi come quello
contro l'influenza, negli anni '50 l'Istituto Sclavo mise a punto
anche prodotti diagnostici e ad uso di laboratorio.
La Federal Security Agency degli Stati Uniti concesse inoltre all'industria
senese la licenza per la produzione e la diffusione in tutti gli
USA dei propri prodotti biologici, ritenuti conformi ai requisiti
richiesti dalla Food and Drug Administration, dalla quale otterrà successivamente
anche le registrazioni dei principali sieri e vaccini.
Negli anni '60 l'Istituto contava ben 500 dipendenti: una vera
e propria impresa industriale, ad alto livello scientifico e tecnologico.
Possedeva inoltre un programma ben definito e funzionale per ogni
suo settore di attività, che lo poneva ai primi posti nell'organizzazione
sanitaria italiana, specie nel campo della profilassi e della terapia
delle malattie infettive e della diagnostica clinica.
La Sclavo poteva inoltre contare su un'efficiente rete commerciale,
articolata nelle filiali di Milano, Firenze e Roma e nelle agenzie
presenti in gran parte del territorio nazionale.
Albert Bruce Sabin, professore di Pediatria al Children Hospital
dell'Università di Cincinnati, giunse in Italia nel 1959
in occasione del Simposio di Monaco organizzato dall'Associazione
Europea per la poliomielite.
L'Istituto Sclavo di Siena entrò immediatamente in contatto
con lo scienziato americano, avviando così una ventennale
proficua collaborazione che si estese anche ai maggiori esponenti
dell'industria e alla stessa città di Siena.
Già da alcuni anni l'Istituto Sclavo di Siena stava seguendo
con estremo interesse la messa a punto della produzione e dei protocolli
da parte di Sabin e i primi grossi programmi di vaccinazione, ostacolati
in Italia dall'allora Ministero della Sanità.
Nel 1962 venne finalmente promulgato il decreto sulla "Registrazione
e Controllo di Stato dei vaccini Poliomielitici preparati con virus
vivi attenuati" e concessa all'Istituto Sclavo di Siena l'autorizzazione
a produrli.
Così nel marzo del 1963 venne inaugurato ufficialmente
presso l'azienda senese il nuovo Centro di Virologia "Albert
Sabin" per produrre su scala industriale il vaccino orale
contro la poliomielite secondo il metodo originale Sabin.
Il Centro venne realizzato con vari laboratori "sterili",
tra cui le stanze per l'allestimento delle colture, l'infezione
e la raccolta del virus, alcuni ambienti adibiti ai controlli in
vivo e in vitro, i servizi di lavaggio, di sterilizzazione dei
materiali e di preparazione di terreni e soluzioni, quindi l'infialamento,
il confezionamento e lo stoccaggio del prodotto finito.
In altre parole, in un'epoca in cui si ignoravano ancora le norme
di buona fabbricazione, le cosiddette Good Manufacturing Practices,
Sclavo aveva messo a punto un reparto "avveniristico",
di grande razionalità e funzionalità.
L'Istituto si attrezzò tuttavia ulteriormente quando nel
1964 dovette sostenere con la propria produzione la campagna di
vaccinazione antipolio di massa, indetta su tutto il territorio
italiano.
La campagna si concluse con un memorabile successo per l'industria
senese e per Sabin stesso, che ricevette dall'Accademia dei Lincei
a Roma il premio "Antonio Feltrinelli" per le Scienze
Mediche e Chirurgiche.
Il ritorno economico degli enormi investimenti dedicati al progetto
sul vaccino antipolio permise all'Istituto Sclavo di incrementare
l'organico del Centro di Virologia, di potenziare la produzione
e la costituzione di buone scorte di vaccino, nonché di
creare un nuovo reparto per la produzione dei primi emoderivati
e di dedicare rinnovate risorse alla ricerca.
Negli anni successivi Sabin consolidò i propri rapporti
con le istituzioni italiane, con la città di Siena e con
l'Istituto Sclavo, che divenne il primo produttore mondiale di
vaccino antipolio, esportato in Inghilterra, in diversi paesi del
bacino Mediterraneo, in Sud America e gratuitamente nel Vietman
del Sud.
Nel 1992 la Divisione Vaccini della Sclavo di Siena venne acquisita
dalla californiana Chiron Corporation, dando origine all'attuale
Chiron S.p.A.
La nuova società si affermò immediatamente come azienda
leader nel mercato italiano, e tra le più importanti in
quello mondiale.
La tradizione dell'Istituto da cui prese avvio e un'intensa attività di
ricerca costituiscono la base della filosofia di Chiron e hanno
portato alla messa a punto di vaccini biotecnologici, come quello
contro la pertosse e contro la meningite di tipo C, e alla progettazione
di quelli contro la meningite di tipo B e l'H.pylori.
Chiron Corporation deve il proprio nome a un dio greco dalle fattezze
di centauro, che insegnò a Esculapio l'arte di guarire e
che venne scelto nel 1981 dai tre importanti ricercatori che fondarono
la società. I professori William Rutter, Edward Penhoet
e Pablo Valenzuela infatti lasciarono quell'anno i dipartimenti
di biochimica delle principali Università della California,
per avviare una realtà industriale dedicata allo sviluppo
e alla commercializzazione di prodotti diagnostici innovativi,
di farmaci e di vaccini.
La strategia d'azione dei tre fondatori consisteva nell'utilizzo
della biotecnologia per la realizzazione di prodotti utili nella
pratica clinica e in grado di migliorare la qualità della
vita dei pazienti: rimedi per facilitare la diagnosi, la prevenzione
e la cura delle patologie.
Infatti gli antigeni del virus dell'epatite B, scoperti e clonati
dai tre studiosi, saranno utilizzati per realizzare il primo vaccino
sviluppato con tecniche di ingegneria genetica contro questa infezione.
Negli anni successivi la storia della biotecnologia vede Chiron
protagonista di alcune importanti scoperte scientifiche: nel 1984
viene clonato e sequenziato il genoma del virus HIV, e tre anni
dopo clonato il genoma del virus dell'epatite C.
Chiron Corporation è oggi una delle principali aziende
biotecnologiche ed è presente globalmente in tre settori
di attività: vaccini, biofarmaceutica e diagnostica.
Chiron BioPharmaceuticals (divisione biofarmaceutica di Chiron)
sviluppa e commercializza prodotti di alto valore terapeutico come
Proleukin®, un importante prodotto anti cancro, come Tobi® per
il trattamento della fibrosi cistica, e Betaseron®, il primo
farmaco contro la Sclerosi multipla Intermittente.
La divisione Blood Testing, che ha fatto ingresso anche in Italia
all'inizio del 2001, ha introdotto nel mercato trasfusionale mondiale
test innovativi per lo screening del sangue che utilizzano una
nuova tecnologia più sicura (NAT, nucleic acid testing)
nella rilevazione dei virus HCV (epatite C) e HIV (Aids): negli
USA hanno già conquistato il 75% del mercato trasfusionale,
in Europa sono già stati registrati in 6 paesi, tra cui
l'Italia.
Chiron Vaccines, oltre alla sede di Emeryville in California e
alle realtà presenti in Italia, a Siena, e in Germania,
a Marburg, sviluppa la propria attività nel settore dei
vaccini anche in India, ad Ankleshwar, dove ha costituito una joint-venture
per la produzione del vaccino contro la rabbia, a Mosca, a Budapest
e a Bangkok, dove è presente con le proprie filiali.
Chiron collabora attivamente con numerose organizzazioni internazionali
come l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'UNICEF,
per le quali ha distribuito ad esempio centinaia di milioni di
dosi di vaccini in Asia e in Africa nell'ambito del programma EPI
(Extended Program on Immunization), finalizzato all'immunizzazione
contro le principali malattie infettive dell'infanzia.
La società californiana è stata inoltre la prima
azienda sostenitrice della PAHO (Pan American Health Organization),
attraverso la quale distribuisce numerosi vaccini nei paesi dell'America
Latina e in particolare in Brasile. Ha anche partecipato al Programma
3H per la lotta contro la polio nelle Filippine e in Marocco e
collabora con le istituzioni di paesi, quali il Pakistan e la Corea,
per promuovere la realizzazione di impianti di produzione che possano
rendere queste nazioni autosufficienti.
Chiron distribuisce i propri prodotti in circa 70 paesi.
Il fatturato realizzato da Chiron Vaccines nel 2000 includendo
le due società, quella senese e quella tedesca, è stato
di circa 350 milioni di dollari, oltre 750 miliardi di lire. Nel
mondo la società è leader per la produzione di vaccini
per l'influenza, la meningite, la poliomielite e la rabbia.
Il fulcro di questi risultati ruota in maniera preponderante attorno
ai due stabilimenti Chiron di Siena, uno quello originario dell'Istituto
Sclavo e uno di successiva costruzione a Rosia, in provincia di
Siena.
Sempre nel 2000 gli investimenti in ricerca e sviluppo di Chiron
Vaccines sono stati di circa 40 milioni di dollari. Chiron Vaccines
impiega nel mondo 1.280 persone, delle quali più di 800
sono i dipendenti altamente qualificati che lavorano a Siena.
Dal 1980 ad oggi la ricerca Chiron Vaccines è stata protagonista
di numerosi successi: dalla scoperta e sviluppo degli antigeni
per la messa a punto del primo vaccino umano contro l'epatite B
da ingegneria genetica, allo sviluppo del primo vaccino antibatterico
(contro la pertosse) ottenuto da DNA geneticamente modificato e
all'uso per la prima volta degli studi sul genoma per mettere a
punto un vaccino.
Chiron commercializza più di 35 vaccini, sia pediatrici
che per adulti: ogni secondo nel mondo 19 persone vengono immunizzate
con un vaccino prodotto da Chiron. I vaccini contro l'influenza
prodotti in Europa sono Agrippal®; Begrivac® e Fluad®,
primo vaccino ad utilizzare un nuovo adiuvante approvato per uso
umano dopo 70 anni di utilizzo dei sali di alluminio, particolarmente
indicato per gli anziani e già commercializzato in 11 Paesi.
Gabriele Brusa è nato a Imola nel 1958. Nel 1982, scegliendo
un percorso differente da quello di gran parte della sua famiglia,
si è laureato in Economia e Commercio nella vicina e antica
Università di Bologna.
Il suo percorso di studi è stato improntato sin da subito
ad un profilo di taglio internazionale.
Alla laurea ha fatto seguire corsi di specializzazione in Business
Administration alla London Business School.
Rientrato in Italia e iscrittosi agli albi dei dottori Commercialisti
e dei Revisori contabili, ha realizzato le sue prime esperienze
professionali come consulente nella società di consulenza
aziendale Ernest & Young.
Dopo alcuni anni, come spesso accade ai professionisti delle società di
consulenza più importanti, è stato attratto nell'orbita
di un grosso gruppo industriale.
Nel 1988 infatti è entrato in Volvo Cars Italia, società italiana
del gruppo automobilistico Volvo, come Financial controller e Operation
Manager.
Dirigente dal 1990 ha poi avuto un incarico nel 1992 come Analista
Marketing alla Volvo Cars Europe con sede a Bruxelles.
Nel 1992 è rientrato in Italia come Controller presso la
Volvo del nostro paese.
Nel 1993 termina la sua esperienza nel gruppo Volvo per passare
ad un'altra realtà italiana, il gruppo ESA Software, dove
oltre a ricoprire il ruolo di Direttore centrale finanza e controllo,
inizia a ricoprire anche numerosi incarichi societari nei consigli
di amministrazione di aziende del gruppo, partecipando a vari interventi
di riorganizzazione, ristrutturazione e creazione di startup
Seguendo il modello americano che prevede per i manager di livello
la maturazione di esperienze in diversi gruppi industriali, nel
1996 approda alla Braun AG del gruppo Gillette dove ricopre il
ruolo di Financial controller e Operation Manager della filiale
italiana.
Il 1997 lo vede approdare a Chiron Spa, di cui è dapprima
CFO (Direttore finanziario), poi Direttore Generale nel luglio
del 1999, ed in fine, a 42 anni, Amministratore Delegato nel gennaio
2000 quando il precedente amministratore, Mario Lorenzoni, lascia
il posto per fondare il consorzio per lo sviluppo di un polo senese
della biotecnologia Siena Biotech.
Nel gennaio 1999, quando era ancora solo il Direttore finanziario
della Chiron Spa viene nominato membro del Board mondiale di Chiron
Vaccines.
Nel 2001 gli viene affidata anche la presidenza dell'altra realtà Chiron
italiana, la Chiron Italia Terapeutici.
La sua esperienza nel sedere nei consigli di amministrazioni fa
si che a questi incarichi si sommino anche quelli di Consigliere
di amministrazione della società IT Way Spa quotata al Nuovo
Mercato e di membro della Camera di Commercio della città di
Siena.
Con un back ground economico e da grande gruppo industriale tradizionale,
Brusa stesso si considera una "mosca bianca" in un comparto
industriale come quello della biotecnologia italiana ad elevatissima
presenza di dirigenti provenienti dal mondo della ricerca.
Paragonata alla realtà americana, la dove le aziende biotecnologiche
hanno nella maggior parte dei casi almeno 20 anni di storia alle
spalle, la sua particolarità diventa tuttavia alquanto meno
anomala.
Nel contesto d'oltre oceano infatti sono numerosi i casi di amministratori
di aziende biotech provenienti da grandi gruppi industriali tradizionali,
capaci di apportare ad aziende biotech ormai di grosse dimensioni
quelle competenze che ogni impresa industriale di livello necessita,
indipendentemente dal settore in cui opera.
Un esperienza insomma quella di Gabriele Brusa che in qualche
modo anticipa la naturale evoluzione dell'industria biotecnologica
italiana e che indica una tipologia di competenze necessarie alle
aziende del nostro paese che aspirano ad essere un successo in
termini di profitti oltre che espressione di grandi intuizioni
sul piano scientifico.
La storia dello sviluppo industriale al culmine del quale troviamo
Gabriele Brusa, dall'Istituto Sclavo a Chiron, è segnata
da alcuni passaggi fondamentali di cui può essere interessante
ricordare le date:
1904 Nasce l'Istituto Sieroterapico e Vaccinogeno Toscano Achille
Sclavo, fondato dal Prof. Achille Sclavo, scopritore del siero
anticarbonchioso.
1943-46 L'Italia è in guerra. L'Istituto si rende utile
alla popolazione colpita, mettendo a punto una serie di servizi
ausiliari che facilitano la distribuzione di sieri e di vaccini
di prima necessità.
1950 L'Istituto Sclavo fonda UNISERUM, un Centro Internazionale
di Immunologia per la lotta contro le malattie infettive, in collaborazione
con l'Institut Sérothérapique et Vaccinal Suisse
di Berna, l'Istituto Llorente di Madrid e l'Istituto Merieux di
Lione.
1952 L'Istituto Sclavo riceve l'autorizzazione a distribuire i
prodotti biologici Sclavo in tutti gli Stati Uniti dalla Federal
Security Agency.
1974 L'Istituto Sclavo avvia le prime collaborazioni internazionali
con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con l'UNICEF
e la PAHO (Pan American Health Organization).
1984 L'Istituto Sclavo, acquisito in precedenza dall'ENI, diventa
la punta di diamante dell'attività farmaceutica dell'Enichem.
1992 La Divisione Vaccini dell'Istituto Sclavo viene acquisita
dalla Chiron Corporation, una delle società biotecnologiche
più all'avanguardia del mondo. Nasce pertanto a Siena la
Chiron S.p.A., azienda leader nel mercato italiano dei vaccini.
1996 Chiron acquista la Divisione Vaccini della Hoechst di Marburg,
Behringwerke. Si costituisce in Europa il polo Vaccini della Chiron
Corporation, con le due sedi di Siena e Marburg.
E a fianco di una cronologia "industriale" è interessante
ricordare la corrispondente cronologia scientifica:
1929 Inizia l'era delle anatossine. L'Istituto Sclavo comincia
a produrre le anatossine difterica e tetanica.
1938 Il vaccino anti-vaioloso viene prodotto dall'Istituto Sclavo,
che approfondisce lo studio dei virus.
1955 Il primo vaccino contro l'influenza viene prodotto nel nuovo
reparto dedicato allo studio delle infezioni virali delle vie respiratorie.
1963 Albert B. Sabin sceglie l'Istituto Sclavo per produrre il
suo vaccino contro la poliomielite.
1993 Il primo vaccino acellulare al mondo contro la pertosse,
Acelluvax®, realizzato con tecniche di ingegneria genetica,
viene messo in commercio.
1997 Il vaccino contro l'influenza, Fluad®, contenente il
nuovo adiuvante MF 59, ottiene l'approvazione per la vendita in
Italia.
2000 Il vaccino contro la meningite di tipo C, Menjugate®,
viene approvato in Gran Bretagna ed in Irlanda. Entra in commercio
in questi paesi in occasione della campagna di vaccinazione di
massa contro questa malattia.
2000 La mappa del genoma del Meningococco B è stata decifrata.
2001 Il vaccino contro la meningite di tipo C entra in commercio
anche in Canada.
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