Silvano
Spinelli
Mangement, farmaceutica e biotecnologia
Ritratto esclusivo
E' uno dei più interessanti esempi italiani di ricercatore
capace di farsi imprenditore, di trasformare una farmaceutica tradizionale
in una biotecnologica, di passare dai tavoli di laboratorio alla
direzione di una azienda, e di farla quotare alla Borsa Italiana.
Una figura diffusa negli Stati Uniti ma ancora abbastanza
rara nel nostro paese.
Silvano Spinelli, una laurea in chimica organica e una lunga
esperienza come responsabile di gruppi di ricerca avanzata nel
campo dello sviluppo di farmaci chemioterapici antitumorali inizia
nel 1997 l'avventura che lo ha portato ad essere amministratore
delegato di Novuspharma, società quotata in borsa il 9 novembre
2000. Una società di ricerca specializzata dapprima nello
sviluppo di farmaci chemioterapici dai ridotti effetti collaterali
e dal 2000 proiettata nella ricerca di farmaci antitumorali biotecnologici
di tipo anti-angiogenesi.
La vicenda dalla quale prende le mosse la sua storia incomincia
nella vicina Svizzera con una acquisizione da parte di un colosso
della farmaceutica tradizionale, Hoffmann La-Roche di un altro
gigante farmaceutico: Boehringer Mannheim.
Nell'acquisizione Roche si ritrova in dote tra altri gioielli
anche il centro di ricerca e sviluppo italiano di Boehring Mannheim,
attivo a Monza (Milano) sin dagli anni '80, e specializzatosi man
mano sino a diventare il punto di riferimento per le attività di
ricerca oncologica dell'intero Gruppo Boehring.
Nel 1997 direttore del centro è da due anni Silvano Spinelli
che lavora in Boehring Mannheim Italia dal 1980, entratovi dapprima
come chimico farmaceutico per andare a ricoprirvi diversi incarichi
sino al coordinamento dei laboratori di ricerca di base dal 1986
al 1995 e in fine alla direzione del centro di Monza.
Come succede in molte acquisizioni industriali, per cercare di
alleggerire gli oneri finanziari dell'acquisizione in seguito alla
stessa Roche decide di recuperare un po' di liquidità andando
a vendere qualche gioiello della acquisita Boehring Mannheim.
Uomo giusto al momento giusto e nel posto giusto Silvano Spinelli
insieme al altri quattro managers del centro ricerche di Monza
nel maggio 1977 propone a Roche di fare del centro una realtà "biotech" a
se stante, con l'obbiettivo di mantenere in Italia e gestire in
autonomia il patrimonio di brevetti competenze e farmaci chemioterapici
antitumorali sviluppati e in fase di sviluppo.
Roche si dimostra interessata a non disperdere le conoscenze e
l'expertise di uno dei centri di ricerca più produttivi
che si era trovata in portafoglio dopo l'acquisizione di Boehring
Mannheim, e a mantenersi legata ad esso con opzioni sui prodotti
in via di sviluppo pur cedendone il controllo e portando a casa
liquidità.
Il centro ricerche diviene così una nuova realtà di
nome Novuspharma, che nel '98 vede ancora Roche come azionista
unico.
Nel settembre '99 Roche cede il 99,97 % di Novuspharma a Novuspharma
Invest N.V., una società di diritto olandese partecipata
dai fondi di venture capital 3i Group plc, Sofinnova SA e Atlas
Venture Fund IV L.P.. Silvano Spinelli, uno dei cinque managers "fondatori" e
attuale amministratore delegato di Novuspharma, acquista contemporaneamente
il restante 0,03 % della società. Agli altri managers della
società e ai suoi ricercatori più importanti (sul
totale dei 54 dipendenti che conta oggi) verranno in seguito destinate
quote delle azioni della stessa.
Grazie a Roche, principale cliente, e ad una rete di altri accordi
commericiali, Novuspharma si configura a quel punto come un laboratorio,
specializzato nel settore oncologico, avente per obiettivo scoprire,
sviluppare e quindi concedere in licenza i suoi prodotti alle grandi
case farmaceutiche tradizionali.
Iniziato quando ancora era Centro Ricerche Boehring Mannheim,
continua in Novuspharma lo sviluppo di quattro molecole candidate
a diventare altrettanti farmaci chemioterapici per la lotta ai
tumori, connotati dalla caratteristica di avere una bassa tossicità cardiaca
(effetti collaterali ridotti) rispetto ad altri agenti chemioterapici
antitumorali.
Allo sviluppo di questi agenti citotossici, attualmente quasi tutti
nella seconda delle tre fasi di sperimentazione cui devono essere
sottoposti i farmaci per venire riconosciuti come efficaci e ricevere
le approvazioni all'immissione sul mercato, Novuspharma ha poi
recentemente affiancato mediante un accordo con la britannica Prolifix
un nuovo progetto di ricerca più marcatamente biotecnologico
per lo sviluppo di farmaci anti-angiogenesi, capaci cioè di
impedire al tumore di "ordinare" al corpo che lo ospita
di costruirgli dei vasi sanguinei che lo alimentino permettendogli
di crescere.
Un modo per "prendere i tumori" per fame impedendogli
gli approvvigionamenti di sangue apportatore di nutrimento e ossigeno.
Nata come laboratorio di una grossa azienda della chimica farmaceutica
tradizionale per lo sviluppo di farmaci citotossici chemioterapici
dai ridotti effetti collaterali e ben piazzata per portare nel
2003/2004 i primi di essi sul mercato, Novuspharma si è così aperta
la strada per divenire una azienda biotecnologica a tutti gli effetti.
I farmaci citotossici, che perseguono cioè la via del
cercare di avvelenare il tumore senza intossicare eccessivamente
l'organismo, rappresentano tutt'ora la quota più consistente
del mercato dei farmaci oncologici, e in questo senso con Novuspharma
l'Italia dispone in campo oncologico di una azienda impegnata nelle
fasi avanzate dello sviluppo di prodotti della chimica farmaceutica
tradizionale, come i citotossici, dalla fattibilità clinica
verificata, ma anche orientata verso le nuove frontiere della lotta
biotecnologia ai tumori, in cui lo sviluppo di farmaci come ad
esempio gli anti-angiogenesi si prospetta con difficoltà di
sviluppo maggiori ma di notevole potenzialità economica.
[ inizio pagina ]
|